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Il Tao Lu (套路)

La Forma, in cinese Tao Lu, giapponese Kata, è, essenzialmente, il libro di testo orale attraverso cui si tramandano i principi ed i segreti di un’arte estremo orientale, intesa in senso tradizionale.Dico INTESA, non a caso: ritengo infatti che si possa praticare uno stile moderno o, addirittura neonato, seguendo lo spirito delle vie tradizionali plurimillenarie ( ed è ciò che, probabilmente, cerchiamo di fare noi nello studio del Lung Tao Quan, sulla cui incerta, molto favoleggiata, origine scriveremo presto), così come molti si dedicano a stili antichissimi con una prospettiva che poco o nulla rispetta o conosce dell’originaria essenza.

Tutto lo stile si trova nelle sue forme; nelle forme si può trovare tutto ciò che è nello stile; se non troviamo qualcosa, o non è stata tramandata o, più probabilmente, ancora non possediamo le chiavi di interpretazione per trovarla;

Nulla, in una forma ben trasmessa, è inutile: molte cose NOI ancora non siamo all’altezza di capire, e allora …studio studio e, ancora, studio.

Una forma è come un ideogramma: cresce all’infinito insieme a chi continua a praticarla.

Quasi sempre la struttura è iniziatica: i significati che possiamo intendere variano in dipendenza dalle chiavi d’interpretazione via via disponibili, di solito gli insegnamenti più preziosi non risiedono nel movimento appariscente e spettacolare ma nel particolare praticamente invisibile.

Lo studio delle tecniche prese singolarmente o in sequenze brevi è sicuramente indispensabile., alcuni, anche autorevoli esperti come Bruce Lee, ritengono sia sufficiente; Noi ci permettiamo dissentire rispetto questo punto di vista. Allenare una successione abbastanza lunga, consegue il risultato altrimenti difficilmente raggiungibile, di evolvere il modo istintivo di muoversi del praticante e, ancor più importante, il suo modo di respirare;

Come la medicina classica cinese ci insegna, quando cambia il respiro,solo allora cambia radicalmente il modo di vivere….

La forma è uno strumento didattico, contiene principi astratti, non applicazioni pratiche.

I principi, proprio in quanto astratti, possono, una volta appresi tramite la forma, essere poi applicati all’infinita molteplicità delle possibilità reali con perfetta spontaneità, prescindendo finalmente dal rigidissimo schema tramite cui li abbiamo interiorizzati.

In questo senso possiamo dire che la forma va studiata in maniera meticolosamente esatta e scolastica al fine di trascenderla nell’assoluta assenza di forma.

Chiunque abbia mai visto muoversi un vero grande maestro, si sarà reso conto di come questo valga, a livello macroscopico, addirittura per lo stile di provenienza: un artista marziale ai livelli superiori diviene egli stesso il proprio stile.

La ricerca della perfezione assoluta in una forma rigida, lungi dal chiudere la mente del praticante ben guidato,abitua all’umiltà di chi, sapendo la perfezione irraggiungibile,trae soddisfazione dalla consapevolezza di fare del proprio meglio; porta alla pazienza di praticare con l’attenzione al particolare, ma senza aggrapparsi al singolo significato che al momento sfugge; conduce, in ultima analisi, tramite uno stato meditativo che trascende il fare nell’essere, alla libertà assoluta: La forma rigida che porta alla libertà assoluta: un tipico bellissimo paradosso taoista.

 

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