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Riflessioni sull'autodifesa ed arti marziali moderne

Un mio amico mi diceva a proposito degli stages di primo soccorso “certo meglio che niente, ma solo in quanto insegnino soprattutto cosa NON fare: io sarei in grado di  prestare un primo aiuto ad un infortunato, ma solo perché mi sono fatto 2 anni da volontario in un pronto soccorso”

Ho conosciuto varie persone che avevano, in situazioni diverse, avuto esperienze di vero combattimento , dalla guerriglia urbana agli attentati durante la resistenza, alla guerra al fronte: Tutti concordi nell’affermare che in uno scontro a fuoco anche un ottimo tiratore ha ben poche probabilità di centrare i suoi bersagli così come fa in un poligono di tiro;il movimento, l’adrenalina, il caos ed altri fattori “reali giocano un ruolo determinante che può esser  attenuato solo da tanta esperienza e da lungo, duro addestramento specifico. Dove voglio arrivare con questo incipit?


Vedo sempre più spesso  annunci di fantasmagorici corsi di Autodifesa, promettere, soprattutto al gentil sesso, la capacità di fronteggiare l’eventualità di un’aggressione , prendendo pochi mesi di lezioni ,  2 o 3 ore  settimanali di palestra e passa la paura! Certo la civiltà dei consumi, il mondo che va sempre più di corsa ,tutto spinge la gente a cercare delle scorciatoie , ricette miracolose,minima fatica , pochi sacrifici  risultati rapidi ed indolori, basta comprare il “ pacchetto “ dal mago di turno…  il peso forma, i muscoli da superatleta, tutto con un quarto d’ora al giorno: “VENGHINO SSIORE E SSIORI!!” Salvo poi leggere  sui giornali di ragazzi morti per ictus, cancro, anoressie fulminanti, infarti, complicazioni post.operatorie, perché il mago di turno si è rivelato il cialtrone che era, perché i miracoli non si vendono al supermercato.
Ora, la gente si sente minacciata dalla microcriminalità e la moda dei corsi di Autodifesa va alla grande.

 

Analizziamo ora le caratteristiche di una reale aggressione :

1) Può avvenire in contesti molto diversi, dal vicoletto buio al bagno di un locale caotico.
2) L’aggressore non porta una divisa con scritto “Aggressore “ sul petto e non si presenta: piacere sono un aggressore e adesso le tiro un pugno,,,Pronta?”
3) L’aggressore non ha frequentato il nostro corso di autodifesa, .non ha sentito l’istruttore dire “se lui fa così… lui non fa mai così
4) L’aggressore non è necessariamente quello davanti a noi, spesso ha amici DIETRO di noi
5) Soprattutto l’aggredito è una persona civile che ha , per fortuna, qualche esitazione prima di rompere un ginocchio o cavare un occhio a qualcuno solo perché costui ha un atteggiamento sospetto.
L’aggressore,al contrario, spesso ha una fedina penale lunga un metro  ed ha ben poco da perdere, oltre ad essere abituato alla violenza: non ha esitazioni

Potrei continuare, ma penso che per ora basti esaminare ed approfondire un po’ questi elementi per capire come ci vogliano anni di allenamento marziale serio anche solo  per ridurre lo svantaggio che essi comportano.

Chiunque abbia partecipato ad un incontro di qualsivoglia sport da contatto, si sarà reso conto di come la pratica sia drammaticamente diversa da tutto quel che si è visto durante l’allenamento quotidiano. il fattore esperienza è determinante, le tecniche e le sequenze impiegate sono decisamente meno “scolastiche “ e spesso addirittura sporche e rozze. Provate a guardare un allenamento di judo o taekwondo, poi un incontro , e capirete cosa intendo dire.

In gara sappiamo chi è l’avversario, e cosa può o non può fare, un arbitro da il via al combattimento  e lo fermerà prima di un esito mortale: ci sono, insomma, regole ben precise entro cui orientarci,e che ci evitano lo  stress emotivo di un combattimento vero, in cui la posta non è una coppa, o una medaglia, ma la vita... Eppure, per affrontare un combattimento agonistico non basta l’allenamento, serve un training specifico molto duro, e, abbiamo visto, stiamo parlando di una passeggiata primaverile rispetto ad un vero confronto in strada!

Ma la maggior parte dei corsi di autodifesa, o delle cosiddette arti marziali del 2000, cosi hanno la faccia tosta di chiamarsi nelle loro patinate pubblicità, promettono  il miracolo : pochi mesi di palestra, un allenamento meno duro anche rispetto a quello di un qualsiasi artista marziale amatoriale, e mettete in fuga lo stupratore…

Questi corsi vendono, salvo rare eccezioni, l’illusione pericolosissima di poter  fronteggiare situazioni che metterebbero a dura prova anche un professionista ; risultato? : E’ sera, una ragazza potrebbe farsi accompagnare a casa dagli amici, ma si avvia da sola, con le ultime parole famose…“tanto so badare a me stessa”.

Un famoso maestro specializzato nell’uso delle armi bianche diceva sempre: ” io insegno in un paese in cui il coltello spesso esce fuori davvero, perciò , quando alleno i miei allievi nei primi combattimenti liberi, pratico loro tagli tali , in punti non vitali, da richiedere l’applicazione di parecchi punti di sutura; non è cattiveria:  Prima di tutto devono imparare  che , quando c’è un coltello in movimento, anche il più bravo qualche taglio lo rischia seriamente, e quindi devono pensarci bene prima cacciarsi in una situazione di potenziale conflitto; Soprattutto, io posso insegnare loro le tecniche più raffinate ed efficaci, ma esse sono inutili nel caso in cui chi le conosce , alla prima vista del proprio sangue ,perde la testa o sviene”. Ancora una volta la teoria è una cosa ma la pratica…

Vorrei completare la mia opinione con una riflessione di carattere generale: Si impara facilmente a tirare un po’ di calci e pugni, anche senza passar mesi a costruire  movimenti e  strutture articolari abbastanza precisi da consentirci di  non risentire delle sollecitazioni cui ci sottoponiamo ogni volta che colpiamo qualcosa…certo si può fare, ma è come sparar cannonate da una barchetta a remi: prima o poi la barchetta si rompe, così come la nostra colonna  vertebrale, le nostre articolazioni si usurano e si danneggiano quando colpiamo qualcosa senza averle correttamente allineate… Molti insegnano a colpire, pochi spiegano queste cose: il sacrificio dei lunghi esercizi di consapevolezza, la pazienza della progressione lenta in cerca di precisione sono tutte cose che non si vendono bene a chi vorrebbe  imparare tutto in poco tempo. Raramente , nella vita , qualcosa è regalato, poiché tutto ha un costo e non parlo di denaro; Fatica, sudore, disciplina, dedizione, sacrifici, crisi da superare, tanta pazienza da imparare , umile e duro lavoro, spesso sono il prezzo di ciò che è prezioso, spesso danno valore e ragion d’essere a ciò che , altrimenti, così prezioso non diverrebbe. Quel che costa poco a volte brilla molto, ma di solito non vale nulla. Le Arti marziali vere sono oneste, il conto lo presentano fin da subito e lo vedi tutto attimo per attimo; Le discipline fast food sembrano il paese dei balocchi: lezioni facili, risultati veloci, impegno relativo…ma il conto è salato, solo che non si vede, te lo presentano all’improvviso e magari dopo anni, ma lo paghi sempre con la salute.

A corredo di quanto scritto sino ad ora, propongo 2 interessanti video :

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